Sabato, 25 Mag 2019
 
 

NUMERI UTILI

Carabinieri 112
Polizia 113
Vigili del Fuoco 115
Soccorso Stradale 116
Emergenza Sanitaria 118
Antincendio Boschivo
1515
Viaggiare Informati 1518
Telefono Azzurro 19696
La Chintana 0142 85607

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Lo Statuto PDF Stampa E-mail


Art.1

Costituzione

  1. E' costituita l’Organizzazione di Volontari denominata “La Chintana Onlus”

Organizzazione

Ai sensi e per gli effetti di cui agli Art. 10 e seguenti del D.L.4 Dicembre 1997, n.460, l’ Organizzazione è costituita in conformità al dettato della legge 266/91, la quale le attribuisce la qualificazione di “organizzazione di volontariato” e le consente di essere considerata ONLUS (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale).
La qualificazione di “Organizzazione di Volontariato”, con i dati riguardanti la registrazione regionale, costituiscono peculiare segno distintivo ed a tale scopo devono essere inseriti in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima .

  1. I contenuti e la struttura dell’Organizzazione sono ispirati ai principi di solidarietà, trasparenza e democrazia che consentono l’ effettiva partecipazione della compagine associativa alla vita dell’Organizzazione stessa.

  2. La durata dell’Organizzazione è illimitata.

  3. L’Organizzazione ha sede in via Mario Bavoso 20, Morano sul Po (AL).

  4. Il Consiglio Direttivo, con la sua deliberazione; può trasferire la sede nell’ambito della stessa città, nonché istituire sedi e sessioni staccate anche in altre località della Regione Piemonte.


Art.2

Scopi

  1. L’Organizzazione, senza fini di lucro, e con l’azione personale e gratuita dei propri aderenti, opera nel settore della tutela e valorizzazione del territorio, della natura e dell’ambiente, con particolare riferimento alle ATTIVITA’ DI PROTEZIONE CIVILE, per il perseguimento, in via esclusiva, di scopi di solidarietà che si concretizzano nelle finalità indicate nel successivo articolo 3


Art. 3

Finalità

  1. L’Organizzazione in conformità all’atto di costituzione e agli scopi che si propone intende perseguire le seguenti finalità:

    1. Attività di previsione, prevenzione e soccorso nell’ambito della PROTEZIONE CIVILE

  2. Al fine di svolgere le proprie attività, l’Organizzazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, dirette e gratuite dei propri aderenti.

  3. L’Organizzazione non svolgerà attività diverse da quelle precedentemente indicate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.


Art. 4

Aderenti dell’Organizzazione

  1. Sono aderenti all’Organizzazione coloro che hanno sottoscritto l’atto di costituzione (fondatori), e quelli che ne fanno richiesta e la cui domanda viene accolta dal Consiglio Direttivo dell’Organizzazione (ordinari).

  2. Il Consiglio Direttivo può accogliere anche l’adesione di “sostenitori” che forniscono un sostegno economico alle attività dell’Organizzazione, nonché nominare “aderenti onorari” persone che hanno fornito un particolare contributo alla vita dell’Organizzazione.

  3. Ciascun aderente di maggiore età ha diritto di voto, senza regime preferenziale per categorie di aderenti, per l’approvazione e modificazione dello statuto, dei regolamenti e la nomina degli organi direttivi dell’Organizzazione. Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’Organizzazione.

  4. Il numero degli aderenti è illimitato.

  5. Gli aderenti hanno tutti parità di diritti e di doveri.

  6. Criteri di massima di ammissione ed esclusione degli aderenti:

    1. Nella domanda di ammissione, l’aspirante aderente dichiara di accettare senza riserve lo Statuto dell’Organizzazione.

    2. L’ammissione decorre dalla data di Deliberazione del Consiglio Direttivo dell’Organizzazione, che deve prendere in esame la domanda di nuovi aderenti nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione dell’istanza, deliberandone l’iscrizione nel registro degli aderenti all’Organizzazione.

    3. Gli aderenti cessano di appartenere all’Organizzazione:

      1. Per dimissioni volontarie;

      2. Per sopraggiunta impossibilità ad effettuare le prestazioni programmate;

      3. Per mancato versamento del contributo dell’esercizio in corso;

      4. Per decesso;

      5. Per comportamento contrastante con gli scopi statutari;

      6. Per persistente violazione degli obblighi statutari.

    4. L’ammissione e l’esclusione vengono deliberate dal Consiglio Direttivo. E’ ammesso ricorso al Collegio dei Garanti, se nominato, o all’Assemblea degli Aderenti, che deve decidere sull’argomento nella prima riunione convocata. La decisione è inappellabile.


Art. 5

Diritti e doveri degli aderenti

  1. Gli aderenti possono essere chiamati a contribuire alle spese annuali dell’Organizzazione. Il contributo a carico degli aderenti non ha valore patrimoniale ed è deliberato dall’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio preventivo. E’ annuale, non è trasferibile, non è restituibile in caso di recesso, di decesso o di perdita della qualità di aderente. Deve essere versato preferibilmente trenta giorni prima dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio di riferimento.

  2. Gli aderenti hanno diritto:

    1. Di partecipare alle Assemblee (se in regola con il pagamento del contributo) e di votare direttamente o per esplicita delega scritta;

    2. Di conoscere i programmi con i quali l’Organizzazione intende attuare gli scopi sociali;

    3. Di partecipare alle attività promosse dall’Organizzazione;

    4. Di usufruire di tutti i servizi dell’Organizzazione;

    5. Di dare dimissioni in qualsiasi momento.

  3. Gli aderenti sono obbligati:

    1. A osservare le norme del presente statuto e le deliberazioni adottate dagli Organi Sociali;

    2. A versare il contributo stabilito dall’Assemblea;

    3. A svolgere le attività preventivamente concordate;

    4. A mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’Organizzazione.

  4. Le prestazioni fornite dagli aderenti sono a titolo gratuite non possono essere retribuite nemmeno dal beneficiario. Agli aderenti possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute, secondo opportuni criteri e parametri, validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo e approvati dall’Assemblea.

  5. Le attività degli aderenti sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’Organizzazione.


Art. 6

Patrimonio

  1. Il patrimonio dell’Organizzazione e costituito da:

    1. Beni mobili o immobili che diverranno di sua proprietà;

    2. Eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;

    3. Eventuali erogazioni, donazioni e lasciati destinati ad incremento del patrimonio.


Art. 7

Risorse Economiche

  1. L’Organizzazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento delle proprie attività da:

    1. Contributi degli aderenti per le spese dell’Organizzazione;

    2. Contributi dei privati;

    3. Contributi dello Stato, di Enti ed Istituzioni Pubbliche;

    4. Contributi di Organismi Internazionali;

    5. Donazioni e lasciti testamentari non vincolati dall’incremento del patrimonio;

    6. Rimborsi derivati da convenzioni;

    7. Rendite di beni mobili e immobili pervenuti all’Organizzazione a qualunque titolo;

    8. Entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;

    9. Fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di modico valore;

    10. Ogni altro provento, anche derivante da iniziative benefiche e sociali, non esplicitamente destinato ad incremento del patrimonio.

  2. I fondi sono depositati presso gli Istituti di credito stabiliti dal Consiglio Direttivo.

  3. Ogni operazione finanziaria è disposta con firme congiunte del Presidente e del Segretario (o dal Tesoriere, o altro Componente del Consiglio Direttivo, secondo specifica deliberazione).


Art. 8

Organi sociali dell’Organizzazione

  1. Gli organi dell’Organizzazione sono:

    1. L’Assemblea degli Aderenti;

    2. Il Consiglio Direttivo;

    3. Il Presidente.

  2. Possono inoltre essere costituiti i seguenti Colleghi di controllo e garanzia:

    1. Il Collegio dei Revisori dei Conti;

    2. Il Collegio dei Garanti.


Art. 9

Assemblea degli Aderenti

  1. L’Assemblea è costituita da tutti gli aderenti dell’Organizzazione.

  2. L’Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo ed è di regola presieduta dal Presidente dell’Organizzazione.

  3. La convocazione viene fatta in via ordinaria, per iscritto, almeno una volta all’anno e comunque ogni volta si renda necessario per le esigenze dell’Organizzazione.

  4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno 2 (due) componenti del Consiglio Direttivo o di un decimo degli aderenti: in tal caso l’avviso di convocazione deve essere reso noto entro 15 (quindici) giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro 30 (trenta) giorni dalla convocazione.

  5. L’Assemblea ordinaria viene convocata per:

    1. L’approvazione del programma e del bilancio per l’anno successivo;

    2. L’approvazione della relazione di attività e del rendiconto economico (bilancio consuntivo) dell’anno precedente;

    3. L’esame delle questioni sollevate dai richiedenti o proposte dal Consiglio Direttivo;

    4. Eleggere i componenti del Consiglio Direttivo;

    5. Eleggere i componenti del Collegio dei Garanti (se previsto);

    6. Eleggere i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti (se previsto);

    7. Approvare gli indirizzi e il programma del Consiglio Direttivo;

    8. Ratificare i provvedimenti di competenza dell’Assemblea adottati dal Consiglio Direttivo per motivi di urgenza;

    9. Fissare l’ammontare del contributo per l’esercizio annuale, o altri contributi a carico degli aderenti quale forma di partecipazione alla vita dell’Organizzazione, senza per questo instaurare un rapporto di partecipazione patrimoniale.

  6. Di ogni Assemblea deve essere redatto il verbale da inserire nel registro delle assemblee degli aderenti. Le decisioni dell’Assemblea sono impegnative per tutti gli aderenti.

  7. L’Assemblea straordinaria viene convocata per la discussione delle proposte di modifica dello Statuto o di scioglimento e liquidazione dell’Organizzazione.

  8. L’avviso di convocazione è inviato individualmente, per iscritto, agli aderenti almeno 15 (quindici) giorni prima della data stabilita; è anche reso pubblico nella sede sociale e deve contenere l’ordine del giorno. L’assemblea, in assenza di leggi in materia e in analogia con quanto già previsto per le cooperative, può deliberare la regolamentazione di altre idonee modalità di convocazione nel caso in cui il numero degli aderenti diventasse particolarmente elevato e comunque tale da rendere difficoltosa l’individuazione di una sede adatta.

  9. In prima convocazione, l’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli aderenti presenti in proprio o con esplicita delega scritta. In seconda convocazione, è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli aderenti in proprio o con esplicita delega scritta. La seconda convocazione può avere luogo nello stesso giorno della prima. Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono adottate a maggioranza semplice dei presenti.

  10. Per deliberazioni riguardanti le modifiche dello Statuto o scioglimento e liquidazione dell’Organizzazione, sono richieste le maggioranze indicate al successivo art. 16.


Art. 10

Il Consiglio Direttivo

  1. Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea degli aderenti. Il numero dei componenti deve essere espressamente indicato (nella misura di 5, 7 o 9 unità secondo le esigenze dell’Associazione). Resta in carica 3 anni e i suoi componenti possono essere rieletti. Essi decadono, di norma, qualora risultino assenti ingiustificati per tre volte consecutive.

  2. Il Consiglio Direttivo, alla sua prima riunione, elegge tra i propri componenti il presidente e un vice presidente (o più vice presidenti).

  3. Il Consiglio Direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno una volta ogni tre mesi e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti. In tale seconda ipotesi, la riunione deve avvenire entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta. Alle riunioni possono essere invitati a partecipare esperti esterni e rappresentanti di eventuali sezioni interne di lavoro, con voto consuntivo. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide quando è presente la maggioranza dei suoi componenti eletti. Di ogni riunione deve essere redatto il verbale da iscrivere nel registro delle riunioni del Consiglio Direttivo.

  4. Compete al Consiglio Direttivo:

    1. Compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;

    2. Fissare le norme per il funzionamento dell’Organizzazione;

    3. Sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il bilancio preventivo, possibilmente entro la fine di Dicembre comunque con il bilancio consuntivo entro la fine del mese di Aprile successivo dell’anno interessato;

    4. Determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’Assemblea, promovendo e coordinando l’attività autorizzando la spesa;

    5. Eleggere il Presidente o il Vice Presidente (o più Vice Presidenti);

    6. Nominare il Segretario ed,eventualmente, il Tesoriere;

    7. Accogliere o respingere le domande degli aspiranti aderenti;

    8. Deliberare in merito all’esclusione degli aderenti;

    9. Ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio, adottati dal Presidente, per motivi di necessità o urgenza;

    10. Assumere il personale strettamente necessario per la continuità della gestione non assicurata dagli aderenti e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste nel bilancio;

    11. Istituire gruppi o sezioni di lavoro i cui coordinatori, se non hanno altro diritto al voto deliberativo, possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio e alle Assemblee con voto consuntivo.

  5. Il Consiglio Direttivo può delegare al Presidente o a un Comitato Esecutivo l’ordinaria amministrazione. Le riunioni dell’eventuale Comitato Esecutivo devono essere verbalizzate nell’apposito registro.

  6. Il Consiglio Direttivo può deliberare il conferimento della Presidenza Onoraria dell’Organizzazione a persone che abbiano acquisito meriti particolari e che per almeno sei anni abbiano ricoperto la carica di Presidente o di vicepresidente dell’Organizzazione. Il Presidente Onorario ha diritto di partecipazione ai lavori del Consiglio Direttivo senza diritto di voto e non è tenuto al versamento di alcun contributo.


Art. 11

Il Presidente

  1. Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo tra i suoi componenti a maggioranza dei voti.

  2. Il Presidente:

    1. Ha la firma e la rappresentazione sociale e legale dell’Organizzazione nei confronti dei terzi e in giudizio;

    2. È autorizzato ad eseguire incassi e accettazioni di donazione di ogni natura, a qualsiasi tipo, da Pubbliche Amministrazioni, Enti, Istituzioni e da privati, rilasciandone liberatorie quietanze;

    3. Ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’Organizzazione di fronte a qualsiasi Autorità Giudiziaria e Amministrativa;

    4. Convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e dell’eventuale Comitato Esecutivo;

    5. In caso di necessità e di urgenza assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.

  3. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione, le relative funzioni sono svolte dal Vice Presidente, che convoca il Consiglio Direttivo per l’approvazione della relativa Delibera.
    Di fronte agli Aderenti, ai terzi e a tutti i Pubblici Uffici, la firma del Vice Presidente sostituisce quella del Presidente assente per impedimento.


Art. 12

Collegio dei Revisori dei Conti

  1. L’Assemblea può eleggere un Collegio dei Revisori dei Conti, costituito da 3 (tre) componenti effettivi e da 2 (due) supplementi, scelti anche tra i non aderenti e, quando la legge lo impone, tra gli iscritti al Registro dei Revisori Contabili.

  2. Il Collegio dei Revisori dei Conti:

    1. Elegge tra i suoi componenti il Presidente

    2. Esercita i poteri e le funzioni previste dalle leggi vigenti per i revisori dei conti;

    3. Agisce di propria iniziativa; su richiesta di no degli Organi Sociali oppure su segnalazione di un aderente;

    4. Può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo e, se previsto, dall’eventuale Comitato Esecutivo;

    5. Con relazione scritta, riferisce annualmente all’Assemblea la situazione amministrativa e contabile dell’Organizzazione e provvede alla relativa trascrizione nell’apposito registro dei Revisori dei Conti.


Art. 13

Collegio dei Garanti

  1. L’Assemblea può eleggere un Collegio dei Garanti costituito da 3 (tre) componenti effettivi e 2 (due) supplementi scelti anche tra i non aderenti.

  2. Il Collegio dei Garanti:

    1. Ha il compito di esaminare le controversie tra gli aderenti, tra questi è l’Organizzazione o i suoi organi, tra i membri degli organi e tra gli organi stessi;

    2. Giudica ex bono et equo senza formalità di procedure e il suo lodo è inappellabile.


Art. 14

Gratuità delle cariche

  1. Le cariche sociali sono gratuite, fatto salvo il diritto di rimborso spese effettivamente sostenute e documentate, nell’interesse dell’Organizzazione.

  2. Esse hanno durata di tre anni e possono essere riconfermate.

Art.15

Bilancio

  1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del Consiglio Direttivo, i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro il trenta di Aprile. I bilanci devono essere portati a conoscenza del Collegio dei Revisori dei Conti almeno trenta giorni prima della presentazione all’Assemblea, conformemente con quanto stabilito dal Codice Civile e dalle disposizioni vigenti in materia.

  2. Dal bilancio consultivo devono risultare i beni, i contributi, i lasciti ricevuti, le spese suddivise per capitoli e voci analitiche.

  3. Il bilancio deve coincidere preferibilmente con l’anno solare.

  4. Gli avanzi di gestione residuanti dalle attività annuale possono essere impiegati per la realizzazione dalle attività stabilite dall’Organizzazione e di quelle ad esse direttamente connesse. Durante la vita dell’Organizzazione, è vietata la distribuzione di qualsiasi forma, anche indiretta, nel rispetto del comma 6 dell’Art.10 del D.L. 4 dicembre 97 n°460, di utili e avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitali, fatti salvi casi imposti o consentiti dalla legge a favore di altre Organizzazioni di Volontariato ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura o rete di solidarietà.


Art. 16

Modifiche dello statuto - Scioglimento dell’Organizzazione

  1. Le proposte di modifica dello statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli Organi o da almeno un decimo degli Aderenti. Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea con la presenza di almeno tre quarti degli aderenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

  2. Lo scioglimento, la cessione ovvero l’estinzione e quindi la liquidazione dell’Organizzazione, può essere proposta dal Consiglio Direttivo e approvata, con il voto favorevole da almeno tre quarti degli aderenti, dall’Assemblea convocata con specifico ordine del giorno. I beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione, sono devoluti ad altre Organizzazioni operanti in identico o analogo settore di volontariato sociale, secondo l’indicazione dell’Assemblea, che nomina il Liquidatore e comunque secondo il disposto dell’Art.5 comma 4 della legge 266/91, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili, riserve o capitali agli aderenti.

Art. 17

Norme di rinvio

  1. Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa presente alle vigenti disposizioni legislative in materia, con particolare riferimento al Codice Civile, alla Legge n.266/91, alla Legislazione Regionale sul Volontariato, al D.L. 4 dicembre 1997, n.460 e successive variazioni.


Art. 18

Norme di funzionamento

  1. Le norme di funzionamento eventualmente predisposte dal Consiglio Direttivo e approvate dall‘Assemblea, saranno rese note per mezzo di copia affissata nell’albo avvisi esposto nella sede sociale. Gli aderenti possono richiedere copia personale.

 

Ultima Modifica: 14/03/2011